Statuto

Statuto della Coop Servizi Mezzano

Titolo I

DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA

ART. 1
E’ costituita con sede in Ostellato (FE) la Società Cooperativa denominata “Cooperativa Servizi Mezzano Società cooperativa agricola ” e assume la sigla “C.S.M.” che potrà essere usata, ove la legge lo consenta, sia commercialmente che legalmente in luogo della denominazione sociale scritta per esteso. La Cooperativa potrà istituire su delibera dell’organo amministrativo sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze sia in Italia che all'Estero.

ART. 2
La Cooperativa ha la durata sino al 31.12.2050 e potrà essere prorogata con deliberazione dell'Assemblea Straordinaria fatta salva la facoltà di recedere da parte del socio dissenziente.

OGGETTO

ART. 3
La Cooperativa, senza fini speculativi, ha per oggetto ogni attività diretta a valorizzare i prodotti agricoli conferiti dai soci ed a fornire i mezzi necessari alla conduzione delle loro aziende al miglior prezzo.

Per realizzare l’oggetto sociale, la Cooperativa si propone:
• il ritiro, l'essiccazione, la conservazione e la commercializzazione dei cereali in genere, delle proteolaginose e di tutte le altre produzioni agricole conferite dai soci;
• il ritiro, la lavorazione, la conservazione e la commercializzazione o il conferimento ad altri organismi dei prodotti ortofrutticoli e agricoli in genere;
• l'acquisto e la distribuzione ai soci di concimi, diserbanti, sementi, fitofarmaci e quant'altro necessario all'azienda agricola per i diversi cicli colturali;
• l'acquisto per la successiva rivendita ai soci di macchine agricole e operatrici nonchè altra attrezzatura agricola necessaria all'esercizio della loro attività;
• effettuare, a favore dei soci, la gestione di servizi comuni ed in particolare le lavorazioni agricole inerenti all’intero ciclo colturale, ivi comprese quelle relative alla raccolta ed al trasporto, e i trattamenti fitosanitari sia con mezzi propri che con mezzi di terzi;
• stipulare, per conto dei soci, contratti per la fornitura da parte di terzi di beni e servizi;
• tutelare la produzione agricola mediante l’attuazione di programmi di commercializzazione che contemplino anche la disciplina delle produzioni e dei conferimenti che sarà fissata da appositi regolamenti;
• provvedere ad operazioni di raccolta e di vendita collettiva dei prodotti dei soci ed attuare, in genere tutte le attività atte a consentire il collocamento, alle migliori condizioni, della produzione agricola dei soci, provvedendo ove occorra, anche al trasporto, lavorazione, conservazione e trasformazione;
• promuovere studi, ricerche, sperimentazioni, ed ogni altra iniziativa da divulgare fra i soci, in modo da ottenere un incremento od un miglioramento produttivo dell’agricoltura.

La Cooperativa potrà svolgere qualunque altra attività connessa ed affine a quelle sopraelencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali consentite agli operatori non qualificati di natura immobiliare, mobiliare, commerciale e finanziaria necessarie ed utili alla realizzazione dell'oggetto sociale sopra specificato, e comunque, attinenti e strumentali al medesimo, quali:
• assumere interessenze e partecipazioni sotto qualsiasi forma, in imprese, specie se svolgono attività analoghe e comunque accessorie all'attività sociale;
• dare adesione e partecipazione ad Enti ed Organismi economici, consortili e fideiussori diretti a contrarre mutui, concedere o ricevere avalli cambiari, fideiussori ed ogni e qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l'ottenimento del credito ai soci agli enti cui la Cooperativa aderisce, nonché a favore di altre Società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 C.C.;
• compiere a favore dei soci, in relazione all’attività imprenditoriale dagli stessi svolta, operazioni di finanziamento e prestito anche in natura nonché anticipazioni connesse al conferimento dei prodotti;
e) stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci istituendo una sezione di attività disciplinata da apposito regolamento, per la raccolta di prestiti limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell'oggetto sociale e nell’ambito della legislazione vigente, delle leggi in materia bancaria e creditizia e dei relativi provvedimenti di attuazione. E' pertanto tassativamente vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma;
• costituire ed essere socia di società per azioni e a responsabilità limitata ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale;
• la conduzione di terreni agricoli di proprietà od ottenuti in affitto, la conduzione di impianti di essiccazione e di lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli;
• la Cooperativa si propone di costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
• La cooperativa potrà raccogliere conferimenti in denaro e prestiti dai soci nei limiti e nel rispetto delle leggi predisponendo, all'uopo, apposito regolamento.

SOCI

ART. 4
Sono denominati soci cooperatori i titolari di quote sociali che si avvalgono delle prestazioni istituzionali della Cooperativa.
Il numero dei soci cooperatori è illimitato: non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge. Possono essere soci cooperatori tutti i produttori agricoli, singoli od associati, quindi sia persone fisiche che giuridiche o altri enti, che posseggono o coltivano in qualsiasi forma terreno e dispongono in tutto o in parte del prodotto e che non avendo interessi contrastanti con quelli della società, siano interessati al raggiungimento dell’oggetto sociale. Non possono essere soci gli interdetti, gli inabilitati, i falliti e chi abbia comunque interessi contrastanti con quelli della società.
In deroga a quanto precede, possono essere ammessi come soci anche elementi tecnici ed amministrativi, in numero strettamente necessario al buon funzionamento dell'impresa sociale.
Oltre ai soci cooperatori, possono essere ammessi soci sovventori.

ART. 5
Chi intende essere ammesso come socio cooperatore, dovrà presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta che dovrà contenere:
• se persona fisica: nome, cognome, residenza, cittadinanza, data e luogo di nascita;
• se persona giuridica: la ragione sociale la denominazione, sede ed attività esercitata allegando copia del proprio Statuto sociale e specificando la qualifica delle persone che sottoscrivono la domanda, gli estremi della deliberazione dell’organo sociale competente per statuto che ha deciso l'inoltro della domanda, nonché termini e limiti delle deleghe conferite ai rappresentanti della società istante;
• l'indicazione del fondo agricolo, della sua estensione e delle colture praticate;
• L’ammontare della quota che si propone di sottoscrivere che non dovrà comunque mai essere inferiore a Euro 25,00 (euro venticinque,00) né superiore ai limiti fissati dalle vigenti disposizioni legislative;
• La dichiarazione di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;
• La dichiarazione di possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale.

Non possono essere soci le persone giuridiche che svolgano attività concorrenziali con quelle della cooperativa o siano soggette alla direzione o al controllo di altre società i cui scopi o i cui interessi siano in contrasto con quelli della cooperativa. La domanda e successiva accettazione a socio conferente impone l’obbligo del conferimento del prodotto che la cooperativa può ritirare e commercializzare. Il mancato conferimento consente all’organo amministrativo di applicare una penale pari alle spese fisse e semifisse che avrebbero gravato sul mancato conferimento.
Qualora la cooperativa aderisca ad una Organizzazione di produttori, il socio è sottoposto a tutti gli obblighi imposti dall’Organizzazione dei Produttori a carico della Cooperativa medesima.
L'Organo amministrativo, accertata la sussistenza dei requisiti e accertata l'inesistenza di cause di incompatibilità, delibera entro sessanta giorni sulla domanda e stabilisce modalità e termini per il versamento del capitale sociale.
In caso di rigetto della domanda, il consiglio deve motivare entro sessanta giorni la relativa delibera e comunicarla all'interessato. In tal caso, l'aspirante socio può, entro sessanta giorni dalla comunicazione, chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea dei soci in occasione della sua prima successiva riunione.
Il consiglio di amministrazione illustra nella nota integrativa o nella relazione sulla gestione le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
La domanda di ammissione a Socio sovventore, se persona giuridica, deve essere corredata dagli stessi documenti previsti per l'ammissione dei soci ordinari. I Soci sovventori dovranno esplicitare altresì nella loro domanda il periodo minimo di permanenza nella Società prima del quale non è ammesso il recesso.

I soci cooperatori sono obbligati:


ART. 6
a) al versamento delle quote sottoscritte con le modalità e nei termini previsti dal successivo art.16;
• all'osservanza dello Statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;
• a partecipare, all'attività della impresa sociale conferendo i propri prodotti e usufruendo dei servizi od attività da questa resi a favore dei soci;
• a conferire i prodotti agricoli del proprio fondo, in ottemperanza del programma operativo della organizzazione di produttori cui la Cooperativa aderisce nell’interesse dei soci;
• di aderire alla cooperativa almeno fino ad esaurimento della durata del programma operativo che vincola la Cooperativa in relazione all’adesione della stessa all’Associazione Produttori.

ART. 7
E’ fatto divieto ai soci cooperatori di iscriversi contemporaneamente ad altre Cooperative che perseguano identici scopi sociali ed esplichino una attività concorrente.

ART. 8
SOCI SOVVENTORI
Possono essere ammessi alla Cooperativa soci, denominati “soci sovventori”, di cui all'art. 4 della Legge 31 gennaio 1992, n. 59.
Possono essere soci sovventori sia le persone fisiche che le persone giuridiche. I conferimenti effettuati dai “soci sovventori”, rappresentati da azioni nominative trasferibili, vanno a formare il capitale sociale dei soci sovventori destinato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale di cui al precedente art. 3.
L'ammissione del “socio sovventore” è deliberata dal Consiglio di Amministrazione. A ciascun “socio sovventore” non potranno essere attribuiti più di cinque voti, qualunque sia l'ammontare del conferimento effettuato.
Il numero complessivo dei voti attribuiti ai “soci sovventori” deve essere tale da non superare un terzo del totale dei voti complessivamente spettanti alla base sociale, inteso come somma dei voti spettanti ai “soci cooperatori” e ai “soci sovventori”.
Qualora per qualunque motivo si superi tale limite, i voti dei soci sovventori verranno computati applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuiti per legge ed il numero di voti da essi portati.
L'esercizio del diritto di voto del “socio sovventore” spetta a colui che, alla data dell'Assemblea, risulta iscritto nell'apposito libro da almeno novanta giorni. Oltre che nei casi previsti dall'art. 2437 C.C., ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dall'Assemblea in sede di emissione delle azioni.
In questo caso, come pure in quello di scioglimento della Cooperativa, il rimborso potrà avvenire esclusivamente al valore nominale, eventualmente rivalutato. I “soci sovventori” persone fisiche ed i rappresentanti dei soci sovventori persone giuridiche possono essere nominati amministratori. La maggioranza degli amministratori deve comunque essere costituita da “soci cooperatori”.
La trasferibilità delle azioni nominative dei “soci sovventori” è subordinata al gradimento del Consiglio di Amministrazione. In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire i titoli, il Consiglio di Amministrazione provvederà ad indicarne altro gradito. Il socio che intende trasferire le azioni deve comunicare al Consiglio di Amministrazione il proposto acquirente ed il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Il trasferimento di azioni nei confronti di soggetti per i quali il Consiglio di Amministrazione abbia negato il proprio gradimento è comunque inefficace nei confronti della Cooperativa.
L'emissione delle azioni destinate ai soci sovventori deve essere disciplinata con deliberazione dell'Assemblea ordinaria con la quale devono essere stabiliti:
• il valore nominale delle azioni emesse;
• l'importo complessivo dell'emissione;
• l'eventuale diritto di opzione dei soci cooperatori sulle azioni emesse;
• i diritti patrimoniali di partecipazione agli utili e gli eventuali privilegi attribuiti alle azioni, fermo restando che il tasso di remunerazione non può essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto al dividendo corrisposto ai soci ordinari.

Il rapporto con i “soci sovventori” sarà disciplinato, in conformità alla normativa vigente in materia, da apposito regolamento approvato dall'Assemblea ordinaria dei soci.

I “soci sovventori” sono obbligati:
• al versamento delle azioni sotto scritte con le modalità e nei termini previsti dal regolamento interno;
• all'osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali, limitatamente alle disposizioni ad essi applicabili.
Oltre a quanto espressamente stabilito dal presente Statuto, ai sovventori si applicano le disposizioni dettate a proposito dei soci ordinari, in quanto compatibili con la natura del rapporto. Non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti di ammissione e le cause di incompatibilità.

RECESSO - DECADENZA - ESCLUSIONE

ART. 9
La qualità di socio cooperatore si perde per recesso, decadenza, esclusione o per causa di morte.

ART. 10
Oltre che nei casi previsti dalla legge può recedere il socio cooperatore:
• che abbia perduto i requisiti per l'ammissione;
• che abbia ceduto il fondo.
La domanda di recesso deve essere comunicata alla società con raccomandata. Gli amministratori devono esaminarla entro sessanta giorni dalla ricezione verificando se esistono i presupposti che a norma di legge e del presente statuto, legittimano il recesso.
Qualora tali presupposti non sussistano, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che, entro sessanta giorni dalla ricezione, può attivare le procedure legali.
Nel caso in cui la cooperativa aderisca ad una Organizzazione di produttori, il socio può recedere con le modalità e nei termini imposti dall’Organizzazione dei Produttori alla cooperativa medesima.
Il socio receduto resta comunque vincolato per gli impegni assunti a qualunque titolo nei confronti della Cooperativa antecedentemente alla data del recesso. Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale, dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.
Per quanto riguarda i rapporti mutualistici, salva diversa e motivata delibera del consiglio di amministrazione, il recesso ha effetto con la chiusura dell'esercizio in corso, se comunicato tre mesi prima, e in caso contrario con la chiusura dell'esercizio successivo.

ART. 11
L'esclusione sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio:
• che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;
• che non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto e dei regolamenti interni legalmente adottati dagli organi sociali;
• che, senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento delle quote sociali sottoscritte o nei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la società;
• che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dalla legge o dal presente Statuto;
• che non adempia puntualmente agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso la cooperativa con atti valutabili quale notevole inadempimento ai sensi dall'art.1455 C.C.
L'esclusione diventa operante dal momento dell'annotazione nel libro dei soci cooperatori, da farsi a cura degli amministratori.

ART. 12
Le deliberazioni prese in materia di recesso ed esclusione debbono essere comunicate ai soci cooperatori che ne sono l’oggetto, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno contenente i motivi del provvedimento.
I soci cooperatori receduti od esclusi e gli eredi del socio cooperatore deceduto, quando non trova applicazione il primo comma dell’articolo successivo, hanno soltanto il diritto di rimborso delle quote di capitale da essi effettivamente versate aumentate delle rivalutazioni eventualmente compiute, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale limitatamente al socio, diventa operativo e, comunque in misura mai superiore all'importo come sopra determinato.
Il pagamento, salvo il diritto di ritenzione spettante alla Cooperativa fino a concorrenza di ogni proprio eventuale credito liquido deve essere effettuato entro centottanta giorni dall'approvazione del bilancio stesso come previsto dall'art. 2535 del C.C. La domanda di rimborso deve essere fatta con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno entro 90 giorni dallo scioglimento del rapporto.
Resta ferma la responsabilità degli associati che perdono la qualità di Soci a norma dell'art. 2536.
ART. 13
Nel caso di decesso di un socio cooperatore, il rapporto societario continuerà con l’erede o il legatario delle di lui quote, purchè questi abbia i requisiti per l’ammissione e la relativa domanda, da presentarsi, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla morte del socio, sia accolta dal Consiglio di Amministrazione. In caso contrario, il diritto degli eredi al rimborso delle quote effettivamente versate dal socio cooperatore deceduto matura nella misura e con le modalità previste nel presente Statuto.
Gli eredi del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione delle quote, atto notorio dal quale risulti chi sono gli aventi diritto e la nomina di un unico delegato alla riscossione e la documentazione che comprovi la avvenuta denuncia di successione se dovuta.

ART. 14 Il diritto a rimborso delle quote sociali si prescrive in due anni decorrenti dal momento in cui è divenuto esigibile.
Le quote per le quali il rimborso è prescritto saranno devolute con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, al fondo riserva ordinaria.

PATRIMONIO SOCIALE - GESTIONE SOCIALE -BILANCIO

ART. 15
Il patrimonio della cooperativa è costituito:
• dal capitale sociale dei “Soci cooperatori”, che è variabile ed è formato dal numero illimitato di quote ciascuna di valore nominale non inferiore a Euro 25,00 né superiori ai limiti fissati dalla legge;
• dal capitale sociale dei “Soci sovventori” rappresentato da azioni nominative ciascuna del valore nominale che sarà determinato dall’Assemblea che ne delibera l’emissione, destinato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendali di cui all'art. 3 del presente Statuto;
• dalla riserva legale formata con le quote degli avanzi di gestione di cui all'art. 18 e con le quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti, deceduti od esclusi ed agli eredi dei soci deceduti;
• dalla riserva straordinaria;
• da ogni altra riserva costituita e/o prevista per legge.
Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nel limite delle quote e/o azioni sottoscritte, ed eventualmente rivalutate.
Le riserve sono indivisibili e non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita sociale né all’atto dello scioglimento.

ART. 16
Le quote sottoscritte dovranno normalmente essere versate immediatamente dopo la ricevuta comunicazione della delibera di ammissione.
Potranno essere pagate anche a rate e cioè:
• almeno il 10% immediatamente dopo la comunicazione della delibera di ammissione;
• il restante nei termini che saranno stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 17
Le quote sono sempre nominative: esse non possono essere sottoposte ad esecuzione, da parte di terzi, a pegno od altro vincolo a favore di terzi, con effetto verso la Cooperativa; possono essere cedute, con effetto verso la Società, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione ad altri soci, od a persone che dimostrino di possedere i requisiti prescritti per l’ammissione.
Esse sono vincolate a favore della Cooperativa a garanzia dell'adempimento delle obbligazioni che i soci contraggono con la stessa.

ART. 18
L’esercizio sociale va dal 1° Gennaio al 31 Dicembre.
Il bilancio deve essere presentato per l’approvazione all’Assemblea entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale ovvero entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale quando particolari esigenze lo richiedano ai sensi dell’art. 2364 C.C.; in questo caso gli amministratori segnalano le ragioni della dilazione sulla gestione se dovuta e, diversamente, nella nota integrativa. Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del bilancio previo esatto inventario, da compilarsi entrambi con criteri di oculata prudenza.
Il bilancio deve essere accompagnato da una relazione nella quale, in particolare, sono indicati i criteri seguiti dal Consiglio di Amministrazione nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari in conformità con il carattere cooperativo della società.
L'Assemblea che approva il bilancio, dedotte le spese e costi pagati o da pagare, compresi gli ammortamenti delibera sulla distribuzione dei residui attivi annuali destinandoli:
• a fondo riserva legale nella misura non inferiore al 30% (trenta per cento), indivisibile tra i soci sia durante la vita della Società che al suo scioglimento anche agli effetti dell'art.12 Legge 904/77 e successive modificazioni;
• ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione ai sensi della legge 59/92 nella misura e con le modalità fissati dalla legislazione in materia di società cooperative;
• un’eventuale quota da distribuire ai soci cooperatori e sovventori quale dividendo, in misura non superiore a quanto consentito dalle leggi in materia per la sussistenza dei requisiti mutualistici ai fini fiscali, ragguagliato al capitale effettivamente versato ed eventualmente rivalutato;
• un'eventuale quota ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato, nei limiti consentiti dalla legge in materia per il mantenimento dei requisiti mutualistici ai fini fiscali;
• quanto residua al fondo di riserva straordinaria indivisibile.
L'Assemblea può sempre deliberare che il dividendo di cui alla lettera c) limitatamente ai soci cooperatori, venga destinato ad aumento della quota sociale sino limite massimo stabilito dalle leggi vigenti e che, in deroga alle disposizioni dei precedenti commi, la totalità degli utili venga devoluta al fondo di riserva di cui alla lettera a), fatte salve le destinazioni obbligatorie e previste da specifiche disposizioni di legge per il mantenimento dei requisiti mutualistici.

ART. 19
Sono organi della Società:
• l'Assemblea dei Soci;
• il Consiglio di Amministrazione;
• il Collegio dei Sindaci;

L'ASSEMBLEA DEI SOCI

ART. 20
Le Assemblee sono ordinarie e straordinarie.
La loro convocazione deve effettuarsi mediate avviso, contenente l'ordine del giorno l'ora, il luogo (nella sede o altrove purché in Italia) e la data della prima e seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima, da affiggere, almeno dieci giorni prima dell'adunanza, in apposita bacheca all’interno della sede sociale, delle succursali o uffici decentrati o sezioni soci se previste in locali frequentati dai soci e da comunicarsi ai soci tramite lettera da spedirsi almeno dieci giorni prima dell'adunanza.
In mancanza dell'adempimento della suddetta formalità l'Assemblea si reputa validamente costituita quanto siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto al voto, tutti gli amministratori e tutti i sindaci effettivi e sempre che nessuno degli intervenuti si opponga alla decisione per difetto di informazione. Il Consiglio di Amministrazione potrà a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel primo comma, usare qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere fra i soci l'avviso di convocazione delle assemblee.

ART. 21
L'Assemblea Ordinaria:
• approva il bilancio consuntivo;
• procede alla nomina de1le cariche sociali;
• determina la misura delle eventuali medaglie di presenza da corrispondersi agli amministratori per la loro attività collegiale e la retribuzione annuale dei Sindaci
• delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei Sindaci con il voto favorevole di un terzo degli aventi diritto al voto (art. 2393 bis c.c.),
• approva i regolamenti interni con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria;
• delibera sui ristorni che, in relazione alle attività mutualistiche, il consiglio propone e che può già aver allocato al conto economico;
• delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente Statuto o sottoposti al suo esame dagli Amministratori. Essa ha luogo almeno una volta all'anno entro i centoventi giorni successivi alla chiusura dell'esercizio sociale.
Quando particolari esigenze lo richiedano, ed in base a giudizio motivato del Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea ordinaria potrà essere convocata entro i centottanta giorni successivi alla chiusura dell’esercizio sociale ai sensi dell’art. 2364 C.C.
L'Assemblea si riunisce inoltre quante volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta, per iscritto con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale o da almeno un quinto dei soci cooperatori o da soci sovventori che abbiano diritto ad almeno un terzo dei voti spettanti alla loro categoria.
In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro venti giorni dalla data della richiesta. L’Assemblea, a norma di. legge, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dell'Atto Costitutivo, sul trasferimento della sede, sulla proroga della durata o sullo scioglimento anticipato della Cooperativa, sulla nomina e sui poteri dei liquidatori.

ART. 22
In prima convocazione, l'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è .regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione, l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto. Le votazioni sono palesi, si procederà normalmente con il sistema dell'alzata di mano.

ART. 23
Per la validità delle deliberazioni dell’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, così in prima come in seconda convocazione, è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati.
Tuttavia per lo scioglimento o la liquidazione della cooperativa, l’Assemblea straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, delibera validamente con voto favorevole dei 3/5 del presenti o rappresentati aventi diritto di voto.

ART. 24
Hanno diritto al voto nelle Assemblee i soci che risultino iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni.
Ogni socio cooperatore persona fisica o giuridica ha un solo voto, qualunque sia il numero delle quote possedute.
I voti spettanti al socio sovventore sono determinati dal regolamento approvato dall’assemblea ordinaria dei soci sempre nei limiti complessivi di cui all’art. 8 del presente Statuto.
Il “socio-sovventore” persona giuridica delegherà all’assemblea propri rappresentanti che dovranno produrre delega scritta dell'organo che li ha nominati.
Il socio può farsi rappresentare nell'Assemblea da un altro socio, che non sia amministratore o sindaco, appartenente alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore, ma che abbia diritto al voto, mediante delega scritta; ogni socio delegato non può rappresentare più di un socio.
Per i soci coltivatori diretti, siano essi proprietari, assegnatari, enfiteuti, usufruttuari o affittuari, i miglioratari, i mezzadri, i coloni parziari, i compartecipanti nel caso di compartecipazione associativa non limitata a singole coltivazioni stagionali od intercalari, vale la norma di cui all’art. 7 Legge 127/71, per cui possono delegare per iscritto un altro socio cooperatore, oppure un parente fino al terzo grado o un affine fino al secondo grado - purchè compartecipe nell’esercizio dell’impresa agricola - ad intervenire all’Assemblea con diritto di partecipare alle votazioni ed essere eletto dall’Assemblea alle cariche sociali, permanendo in tal caso nelle cariche stesse fino alla loro scadenza; il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare dal coniuge, da un parente entro il terzo grado e da un affine entro il secondo grado che collaborino nell’impresa.

ART. 25
L'Assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta da un socio eletto dall'Assemblea stessa.
L'Assemblea nomina un Segretario, e quando occorrano due scrutatori.
Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell'Assemblea e dal Segretario. Il verbale delle Assemblee in sede straordinaria deve essere redatto dal Notaio.

ART. 26
Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all'art. 2540 C.C., la cooperativa istituisce le assemblee separate.
Il consiglio di amministrazione convoca le assemblee separate nei modi e nei termini previsti per l'assemblea generale.
Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e, conseguentemente la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati in Sezioni avendo riguardo ai comuni ove gli stessi hanno domicilio.
Ciascuna sezione non può essere formata con un numero di soci inferiore a duecento. Qualora il numero dei soci di una sezione si riduca al di sotto della soglia sopra stabilita, il consiglio di amministrazione provvede ad assegnare i soci alla sezione più vicina.
Tutte le norme previste per lo svolgimento dell'assemblea generale, ordinaria o straordinaria, si applicano alle assemblee separate.
Ogni assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell'assemblea generale e nomina i delegati all'assemblea generale, in conformità con i criteri stabiliti da apposito regolamento. In ogni caso, nell'assemblea generale deve essere assicurata la proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate. Tutti i delegati debbono essere soci.
Rimane fermo il diritto dei soci che abbiano partecipato all'assemblea separata di assistere all'assemblea generale.

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

ART. 27
Il Consiglio di Amministrazione si compone da 7 a 15 consiglieri. La maggioranza dei consiglieri deve essere costituita soci cooperatori.
Il Consiglio di Amministrazione resta in carica tre esercizi; in ogni caso gli amministratori scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.
Gli amministratori possono permanere in carica per il numero massimo di mandati consecutivi previsto dall’art. 2542 C.C.
Gli amministratori potranno cumulare non più di 15 (quindici) cariche elettive. I Consiglieri sono dispensati dal prestare cauzione.
Spetta al Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale, determinare il compenso dovuto a quelli dei suoi membri che siano chiamati a svolgere specifici incarichi, a carattere continuativo, in favore della società.
Il Consiglio di Amministrazione elegge nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente e può delegare, determinandole nelle deliberazioni, parte delle proprie attribuzioni ad uno degli amministratori, oppure ad un Comitato Esecutivo.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le vo1te nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta scritta, contenente la specifica delle materie da trattare, da parte di 1/3 dei consiglieri.
La convocazione è fatta almeno cinque giorni prima dell'adunanza a mezzo lettera e, nei casi urgenti a mezzo telegramma, fax o posta elettronica in modo che i consiglieri e sindaci effettivi siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli. amministratori in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. Le votazioni sono palesi.
La parità dei voti comporta la reiezione delle proposte.
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della società fatte salve le materie di competenza dell’assemblea.

ART. 28
In caso di mancanza di uno o più amministratori il Consiglio provvede a sostituirli nei modi previsti dall'art. 2386 del C.C., nell'ambito della stessa categoria di soci cooperatori o sovventori alla quale apparteneva il consigliere da sostituire. Fatta salva la norma di cui all'art. 2386 C.C. il Consiglio di Amministrazione totalmente o in maggioranza dimissionario continua a svolgere le sue mansioni fino al rinnovo, che dovrà essere effettuato nel rispetto dei tempi previsti dalla procedura, da apposita Assemblea ordinaria indetta dal Consiglio stesso o, in mancanza dal Collegio Sindacale, immediatamente dopo le dimissioni.

IL PRESIDENTE
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale. Il Presidente perciò è autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze. Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la Società davanti a qualsiasi Autorità giudiziaria ed amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.
Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione può delegare specifici poteri al Vice Presidente o ad un membro del Consiglio di Amministrazione nonché con speciale procura ad impiegati della società, a terzi per speciali atti.
La delega, in ogni caso, deve essere menzionata nel libro dei verbali del Consiglio di Amministrazione.
In caso di assenza od impedimento del Presidente tutte le di lui mansioni spettano al Vice Presidente, la cui firma fa fede nei confronti esterni dell’impedimento del Presidente.

IL COLLEGIO SINDACALE

ART. 30
La cooperativa, può procedere per obbligo di legge o per volontà dell'assemblea, alla nomina del collegio sindacale, composto da tre membri effettivi e due supplenti. Il collegio sindacale, se nominato, è costituito da revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia e ad essi è affidato anche il controllo contabile. L'assemblea nomina il presidente del collegio stesso.
I sindaci durano in carica tre anni e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono rieleggibili. Il collegio sindacale deve vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.
A tal fine, i sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, avendo inoltre la facoltà di chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale.
Nell'espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo, i sindaci - sotto la propria responsabilità ed a proprie spese - possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari, i quali tuttavia non debbono trovarsi in una delle condizioni di ineleggibilità e decadenza previste dall'art. 2399, c.c.
L'organo amministrativo può, tuttavia, rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate.
I sindaci relazionano, in occasione dell'approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica.
Il compenso annuale dei sindaci è deliberato dall'assemblea all'atto della nomina per l'intero periodo di durata della carica.
Qualora il collegio non venga nominato, il controllo contabile sarà affidato ad un revisore.

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

ART. 31
L’Assemblea che dichiara lo scioglimento della Società dovrà procedere alla nomina di uno o più liquidatori, scegliendoli preferibilmente tra i Soci, e stabilendone i poteri.

ART. 32
In caso di cessazione della Cooperativa, l’eventuale residuo attivo di liquidazione è destinato:
• al rimborso dei conferimenti effettuati dai Soci sovventori, eventualmente rivalutati;
• al rimborso delle quote di capitale sociale versate dai Soci cooperatori, eventualmente rivalutate
c) e, dedotti i dividendi eventualmente maturati, alla devoluzione al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della Cooperazione di cui all’art.11, Legge 31 Gennaio 1992, n. 59.

DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 33
Per tutto quanto non è regolato dal presente statuto valgono le disposizioni del vigente codice civile sulle società cooperative a mutualità prevalente. Per quanto non previsto dal titolo VI del codice civile contenente la disciplina delle società cooperative, a norma dell’art. 2519 si applicano, in quanto compatibili, le norme delle società per azioni.

ART. 34
E' vietata la distribuzione di dividendi superiori alla misura stabilita dalla legislazione vigente ai fini della sussistenza dei requisiti mutualistici sia agli effetti civili che tributari (artt. 2514 c.c.).
Una parte degli utili netti annuali deve essere destinata al Fondo Mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui alla Legge 59/92 nella misura e con le modalità fissate dalla legislazione in materia di società cooperative.
E' vietata la distribuzione delle riserve fra i soci sotto qualsiasi forma sia durante la vita della Cooperativa che all’atto del suo scioglimento anche ai fini e per gli effetti di cui all'art.12 della legge 16 dicembre l977 n.904 e successive modificazioni o integrazioni. In caso di scioglimento della Cooperativa, l'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale effettivamente versato e rivalutato e i dividendi eventualmente maturati di cui al l° comma, art. 26 D.L.C.P.S. 1577/47, deve essere devoluto al fondo mutualistico di promozione e sviluppo della cooperazione di cui all'art. 11 della Legge 31 gennaio l992 n. 59. Le clausole mutualistiche dl cui al presente titolo, corrispondono alle clausole previste dall'art. 26 del D.L.C.P.S. 14 dicembre 1947 n.. 1577 e successive modificazioni ed integrazioni, sono inderogabili e devono essere in fatto osservate.
I principi in materia di remunerazione del capitale, di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli utili annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono di fatto essere osservati.